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Mosca e Washington un po' più vicine, ma le divergenze restano.

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Mosca e Washington un po' più vicine, ma le divergenze restano.

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L’ottimismo e gli accordi che hanno segnato la prima giornata della visita di Barack Obama in Russia non possono far dimenticare che, almeno su due fronti, le due ex superpotenze della guerra fredda restano su posizioni diverse.

I due pomi della discordia sono il progetto Usa di scudo antimissile in Europa centrale, cui Mosca si oppone, e la Georgia, dove la Russia appoggia le repubbliche separatiste. La posizione degli Stati Uniti è invece opposta, ha ricordato Obama: “Abbiamo avuto una discussione schietta in cui ho ripetuto la mia ferma convinzione che la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia vadano rispettate. Ma mentre lavoriamo sui nostri dissensi sui confini georgiani, concordiamo sul fatto che un nuovo conflitto militare non gioverebbe a nessuno”. Quanto allo scudo antimissile, Dmitri Medvedev, colpito dall’attenzione con cui Obama ha ascoltato le obiezioni russe, ha ammorbidito i toni: “Nessuno dice che la difesa antimissile sia dannosa in sé o che rappresenti una minaccia per qualcuno – si è difeso il presidente russo -. Il problema è capire in che modo questa o quella configurazione di difesa antimissile serva gli interessi di altri paesi. E quel che vorrei sottolineare è che i nostri partner americani – diversamente da quel che è accaduto in passato – si sono presi una pausa e stanno studiando la situazione, e su queste basi daranno forma alla loro posizione finale”. Un’apertura che deve ancora superare il banco di prova Putin: il primo ministro russo incontra il capo della Casa Bianca stamattina a colazione. Di ieri restano comunque due importanti risultati: l’accordo sul disarmo nucleare e l’autorizzazione concessa alle forze armate Usa dirette in Afghanistan di transitare in territorio russo.