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La tragedia sconosciuta del popolo Uiguri, "l'altro Tibet"

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La tragedia sconosciuta del popolo Uiguri, "l'altro Tibet"

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Quello degli uiguri è uno dei 56 gruppi etnici ufficialmente riconosciuti in Cina, ma le notizie sulla storia e l’attualità di questa popolazione, musulmana e turcofona, in gran parte stanziata nella regione dello Xinjiang, non sono molte.

Gli ultimi censimenti ufficiali del governo risalgono al 2003, e descrivono un territorio esteso su un sesto della superfice dell’intera Cina, in una posizione geopolitica di straordinaria importanza e abitato da circa 20 milioni di persone. Poco meno della metà di loro, il 45 per cento, appartiene all’etnia uiguri. Dopo una intensa campagna di “cinesizzazione” nell’area il 41 per cento appartiene all’etnia Han, cinese. Pur essendo tra le più zone più povere del paese, lo Xinjiang dispone di importanti risorse naturali, a cominciare dall’agricoltura, ma punta anche alla crescita facendo leva sull’industria e gli idrocarburi. La questione uigura è giunta alla ribalta della cronaca con le Olimpiadi di Pechino, quando un sedicente gruppo terroristico avanzò minacce alle istituzioni cinesi, promettendo azioni distruttive. Azioni arrivate puntuali qualche giorno dopo, quando un attacco esplosivo uccise 16 poliziotti a Kashgar, la seconda città della regione. Le numerose associazioni per i diritti umani che hanno adottato la causa degli uiguri seguono con ansia gli avvenimenti di questi giorni. “Il governo dovrebbe fare un passo indietro”, spiega Phelim Kine, di Human Rights Watch. “e smetterla di bollare le espressioni culturali e identitarie come segnali di terrorismo o di fondamentalismo religioso”. Sconosciuti a gran parte dell’opinione pubblica mondiale, gli Uiguri da tempo subiscono una dura e sistematica repressione, al punto da venire spesso definiti “gli altri tibetani”.