ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Il presidente honduregno Zelaya rinuncia al rientro. Truppe sulla pista, morti per scontri con l'esercito

Lettura in corso:

Il presidente honduregno Zelaya rinuncia al rientro. Truppe sulla pista, morti per scontri con l'esercito

Dimensioni di testo Aa Aa

Il presidente deposto dell’Honduras, Menuel Zelaya, non ha potuto atterrare ieri all’aeroporto di Tegucigalpa, come aveva annunciato da giorni di voler fare. L’esercito, che lo scorso 28 giugno ha compiuto un colpo di stato, ha infatti schierato truppe e blindati sulla pista per impedire all’aereo partito da Washington di prendere terra.

Il mancato ritorno del presidente eletto ha fatto crescere la tensione tra le decine di migliaia di honduregni che si erano raccolti attorno all’aeroporto. L’aereo ha quindi raggiunto il confinante Salvador, dove Zelay si è incontrato tra gli altri anche con la sua omologa argentina Kirchner e col capo dello stato ecuadoriano Correa. Da qui Zelaya ha lanciato un appello ai soldati e ai poliziotti del suo paese affinchè sospendano immediatamente la repressione del popolo honduregno. Mentre i golpisti, sebbene isolati internazionalmente, non danno segno di voler fare un passo indietro, crescono le voci di truppe nicaraguensi ammassate al confine in vista di un eventuale intervento. La tensione aumenta anche per le strade della capitale e delle principali città del paese, e si contano già le vittime. Il primo a perdere la vita è stato un ragazzo di 19 anni, colpito da un proiettile alla testa, e altre fonti, non verificate, parlano anche di un secondo morto.