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Honduras. Zelaya vuole tornare oggi, rischia l'arresto

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Honduras. Zelaya vuole tornare oggi, rischia l'arresto

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A Tegucigalpa diverse migliaia di sostenitori di Manuel Zelaya hanno marciato fino all’aeroporto con l’intenzione di assicurare l’atterraggio dell’aereo del presidente destituito che ha preannunciato di voler tornare in Honduras. Il massiccio schieramento militare disposto intorno allo scalo aereo della capitale li ha fatti però desistere. I manifestanti hanno promesso di tornare oggi.

Da washington, dove ha assistito alla riunione dell’Organizzazione degli Stati Americani sulla crisi nel suo paese, Zelaya ha confermato la propria intenzione di tornare in Honduras, anche se lì rischia l’arresto e anche se la Conferenza episcopale locale gli ha chiesto di temporeggiare per evitare violenze: “Consideri il fatto che il suo ritorno in questo momento potrebbe dare il via a un bagno di sangue – ha detto l’arcivescovo di Tegucigalpa Oscar Rodriguez – Ci rifletta adesso perché poi potrebbe essere troppo tardi”. La mediazione dell’OSA è fallita, l’Organizzazione degli Stati Americani ha dunque deciso la sospensione dell’Honduras e sanzioni politiche ed economiche contro il paese, dopo il golpe che domenica scorsa ha destituito Zelaya. Il presidente è stato catturato e trasferito all’estero nel giorno in cui avrebbe dovuto tenersi un referendum costituzionale. La Corte suprema lo ha accusato di voler cambiare la legge per potersi ripresentare alle elezioni e anche l’esercito si è schierato contro il presidente.