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Trichet: tutti gli interventi per la ripresa

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Trichet: tutti gli interventi per la ripresa

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La ripresa dell’economia punta sulla fiducia dei consumatori. E’ la posizione della Banca Centrale Europea emersa durante il Consiglio del 2 luglio scorso. Lo stimolo dei consumi, la responsabilità delle banche per contrastare la crisi del credito sono alcuni dei punti centrali della politica economica dell’istituto che ha scelto di non procedere con un nuovo taglio dei tassi di interesse. Il presidente Trichet non esclude, tuttavia, che la manovra possa avvenire in futuro se ce ne saranno le condizioni. Euronews lo ha intervistato.

Euronews Inflessibile. E’ cosi’ che alcuni osservatori descrivono la posizione della Banca Centrale Europea che giovedi’, senza sorpresa, ha scelto lo status quo, mantenendo i tassi di interesse all’1%, nonostante l’appello dell’Ocse al ribasso. Allora perchè questa decisione, che cosa si rischierebbe con un ulteriore taglio? Jean Claude Trichet Come lei sa, abbiamo preso una serie di decisioni non molto convenzionali. Abbiamo portato avanti una manovra nell’arco di un anno che ci ha permesso di distribuire piu’ di 440 miliardi di euro all’insieme di banche commerciali dell’eurozona. Non era mai accaduto prima che una banca centrale iniettasse tanta liquidità alle banche. Dunque le direi che quello che facciamo è molto audace, molto audace. Allo stesso tempo ripeto come ho detto due mesi fa e un mese fa, che non abbiamo stabilito che questi tassi restaranno i piu’ bassi, bisognerà tener conto degli elementi che sopraggiungeranno, dei fatti nuovi e delle future analisi. Ma oggi i tassi sono adeguati. Euronews Secondo alcune opinioni la BCE non sosterrebbe abbastanza l’economia della zona euro e sottovaluterebbe il rischio defazione. Per la prima volta i prezzi della zona euro in giugno sono calati. Lei ha dichiarato che questo rischio era limitato. E’ ancora di questo parere? Jean Claude Trichet Si. Siamo in grado di fare solide previsioni sull’inflazione. Questo ci protegge contro il rischio dell’inflazione e contro la materializzazione del rischio deflazione, cioè di inflazione negativa su un lungo periodo con delle anticipazioni esse stesse negative. Noi abbiamo una previsione molto buona intorno all’1,9% circa, in una prospettiva a medio e lungo termine. Questo è in linea con la nostra definizione della stabilità dei prezzi, meno del due per cento, ma vicina al 2%. Ancora una volta credo che sarebbe sbagliato presentare la posizione del Consiglio dei governatori della banca centrale europea come una politica timida. Noi infatti siamo stati i primi in tutta una serie di ambiti. Nessuna banca centrale del mondo ha finanziato le proprie banche con 440 miliardi di euro. Euronews E lei ha fiducia nelle banche? 442 miliardi di euro di prestiti a un tasso dell’1%, infatti, è enorme, è una festa per le banche che si suppone aumentino a loro volta il credito e a delle condizioni piu’ favorevoli per imprese e cittadini. Ma leggendo le proposte di alcuni esperti, nulla garantisce che queste banche prestino meglio e di piu’. Jean Claude Trichet Noi chiediamo alle banche di trasferire sull’insieme dei loro clienti i nostri stessi sforzi che, ancora una volta, sono considerevoli. Chiediamo anche di rafforzare i loro bilanci, di sfruttare le possibilità di ricapitalizzazione offerte dai governi dei diversi paesi, per esempio, di non esitare ad andare sui mercati per rafforzare i loro fondi, i loro capitali. Perché questo è essenziale per permettere al settore finanziario di funzionare nel modo piu’ efficace possibile. Euronews Ognuno formula il suo pronostico sulle possibilità di ripresa economica. I piu’ ottimisti parlano di 2009, per gli Stati Uniti. Lei ha indicato il 2010, il corso del 2010. E’ ancora di questo avviso? Sempre 2010? Non è troppo ottimista? Jean Claude Trichet Lo staff della banca centrale europea, che è sicuro su questo punto in accordo con quasi tutte le istituzioni internazionali, e alcuni analisti pubblici e privati prevedono una contrazione dell’attività, un ribasso che si va allentando nel resto dell’anno dopo una caduta molto molto forte nel primo trimestre di quest’anno, dunque un rallentamento della diminuzione dell’attività fino alla fine dell’anno, una stabilizzazione a fine anno e la ripresa dell’attività per la seconda metà del 2010. Intorno a questo scenario, ci sono molte incertezze, negative e positive. Ma direi che il futuro non è ancora scritto. E l’avvenire dipende da quello che farà ciascuno di noi, e in particolare le famiglie di tutti i paesi. Euronews Malgrado i segnali di ripresa e un ritorno probabile della fiducia, le imprese non ricominceranno ad assumere dall’oggi al domani. Non ci attendono ancora anni di disoccupazione, o in ogni caso, ancora un alto tasso di disoccupazione per un bel periodo? Jean Claude Trichet E’ perfettamente vero. Lo abbiamo detto noi stessi al consiglio dei governatori. La disoccupazione nei paesi industrializzati e nella zona euro continuerà, perchè corrisponde, purtroppo, a una contrazione dell’attività già avvenuta, sono effetti tardivi. Le famiglie possono aiutare la ripresa. Se hanno piu’ fiducia allora consumano di piu’ e le imprese possono decidere di rinvestire. Ancora una volta la chiave è la fiducia. EuronewsSi parla di regolamentazione dei mercati. Il G8 è diviso tra una linea diciamo piu’ dura, come la Francia o la Germania e una linea piu’ morbida anglo-sassone. Dove si colloca la Banca Centrale Europea? Jean Claude Trichet Non sono sicuro che questa opposizione rappresenti bene la situazione attuale. Vedo piuttosto un largo consenso per procedere velocemente verso una regolamentazione migliore che consenta piu’ trasparenza e permetta di superare “il breve termine” che è stato devastante per i mercati e per l’economia nel suo insieme. Abbiamo vissuto un periodo di boom mentre ora stiamo sperimentando un periodo molto molto difficile in un certo qual modo simmetrico a questo periodo anomalo di boom. Bisogna contenere le fluttuazioni, questa idea è condivisa a livello internazionale, e la BCE vi partecipa attivamente. Non ci perdoneremmo di ricominciare come prima. I nostri cittadini non ce lo perdonerebbero e avrebbero ragione.