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Honduras, i golpisti resistono alle pressioni internazionali

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Honduras, i golpisti resistono alle pressioni internazionali

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Il governo golpista honduregno sfida le pressioni internazionali e ribadisce: Zelaya non tornerà in Honduras da Presidente.

La posizione del Capo di Stato de facto Roberto Micheletti si scontra con un’opposizione di piazza tenuta sotto controllo dai militari. Il Parlamento di Tegucigalpa ha approvato la soppressione transitoria di molte libertà costituzionali durante il coprifuoco imposto fino alla fine della settimana. ‘El italiano’ – com‘è soprannominato Micheletti, d’origine bergamasca – ha già incassato una prima vittoria: costringere Manuel Zelaya a rinviare il ritorno in patria che aveva annunciato per oggi. Il Presidente deposto ha rilanciato da Panama, assicurando che il suo ritorno è solo posticipato a domenica. Dalla sua la condanna del colpo di Stato da parte delle Nazioni Unite e della comunità internazionale. Intanto le ambasciate richiamano il loro personale. Come quella italiana o quella francese: “In accordo con altri Paesi europei il ministero ha deciso di farci rientrare in Francia per consultazioni” ha detto Laurent Dominati, l’amabasciatore francese. “Mandiamo in tal modo un messaggio chiaro all’Honduras: ci aspettiamo un ritorno all’ordine costituzionale”. L’Organizzazione degli Stati Americani ha dato ai golpisti tempo fino al week-end per permettere il ritorno al potere di Zelaya, pena l’esclusione dall’Osa. Stesso ultimatum da parte di Washington che potrebbe sospendere gli aiuti all’Honduras.