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Russia: sale da gioco cacciate dai centri urbani, ma non ancora pronte le zone ad hoc

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Russia: sale da gioco cacciate dai centri urbani, ma non ancora pronte le zone ad hoc

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Dura legge, ma legge: i proprietari di casinò e sale da gioco si sono adeguati, e smantellano tutto. La nuova legge voluta dall’ex presidente (ora capo del governo) Vladimir Putin, era chiara: per tutte le sale da gioco e i casinò, l’attività doveva concludersi entro la mezzanotte scorsa. Dopodiché, potranno esisterne solo in quattro zone isolate del Paese. Secondo i gestori delle case, sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, considerando l’indotto.

La notte scorsa, centinaia di pattuglie hanno controllato l’effettiva chiusura. E continueranno a controllare fino a quando i locali non saranno completamente vuoti. “Mi prendo una vacanza, poi cerco un altro lavoro”, dice un’assistente alle slot machines. Gli incassi del settore ammontano attualmente a circa 5 miliardi di euro, e generano entrate fiscali per oltre 700 milioni. Secondo l’associazione di categoria, i posti a rischio sarebbero oltre 300.000. Molti meno, secondo il governo, tanto più che nelle zone speciali ci saranno gli stessi casinò, e quindi le stesse opportunità di lavoro. Ma il direttore generale di uno dei casinò sottolinea: “Noi abbiamo rispettato la legge, purtroppo il governo non ha fatto altrettanto, e le zone non sono pronte. Perché la seconda parte della legge stabiliva che venissero create le zone destinate al gioco” Sono quattro, le zone in questione. Definite, ma effettivamente non ancora attrezzate: l’enclave di Kaliningrad, non lontano dalla Finlandia; Azov, nella regione meridionale di Rostov; una parte della regione dell’Altai, in Siberia; e la zona di Vladivostock, nell’estremo oriente russo. I lavori, stamattina, erano ancora lontani dalla conclusione.