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Lo scrittore spagnolo Jorge Semprun: "Assistiamo alla fine del ciclo di predominio della sinistra e della socialdemocrazia in Europa"

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Lo scrittore spagnolo Jorge Semprun: "Assistiamo alla fine del ciclo di predominio della sinistra e della socialdemocrazia in Europa"

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Lo scrittore spagnolo Jorge Semprun è uno dei grandi testimoni del XX secolo. Nato a Madrid 85 anni fa ha passato gran parte della sua vita fuori della Spagna per sfuggire alla repressione franchista. Membro attivo della resistenza, fu catturato e spedito nel campo di concentramento nazista di Buchenwald. Alla fine della guerra entrò nel partito comunista spagnolo. Oggi continua a scrivere sempre tenendo al centro l’impegno politico.

euronews: Innanzitutto la ringrazio per aver accettato di rispondere alle domande di euronews. Quasi un mese fa si sono tenute le elezioni europee… la sinistra, i socialisti hanno ottenuto risultati molto negativi. Quale spiegazione dà a questo fenomeno? Jorge Semprun: La spiegazione è difficile, cercherò di fare un discorso globale. Non si tratta solo di un problema della Francia o della Spagna. Non è una questione nazionale. Siamo in realtà di fronte alla fine di un ciclo, quello del predominio della sinistra, della sinistra socialdemocratica e della sinistra riformista alle elezioni europee e in Europa. Lascio da parte la sinistra estrema che non è stata mai così importante né decisiva per il destino dell’Europa. Perché questa crisi? E’ paradossale perché si potrebbe pensare che in un momento di crisi globale del capitalismo la soluzione socialdemocratica potrebbe emergere in primo piano – una soluzione riformista equa ed equilibrata – invece no, in un momento in cui se ne ha più bisogno questa soluzione non c‘è. E’ un fenomeno di grande importanza storica, la cui fine è difficile da prevedere. euronews: L’astensione record alle ultime elezioni europee ha avuto una correlazione con il crollo della sinistra? Perché storicamente meno si vota peggiori sono i risultati dei socialisti… Jorge Semprun: In Europa e nel mondo c‘è una crisi del sistema parlamentare da anni. E questa crisi si manifesta attraverso diversi fattori: una classe politica poco apprezzata in generale, ma soprattutto e fondamentalmente un tasso di astensione che non cessa di aumentare in Europa. C‘è sempre stato un forte astensionismo alle elezioni europee e l’opinione pubblica si sbaglia quando pensa che queste elezioni siano meno importanti di quelle regionali o politiche di ogni Paese. L’astensionismo ha raggiunto percentuali sorprendenti, pericolose e allarmanti. euronews: Tra le frasi del suo libro “l’uomo europeo”, che lei ha scritto con l’ex premier francese Dominique de Villepin, dice: “il più grande pericolo per l’Europa è la stanchezza”. Siamo in un periodo di stanchezza? Jorge Semprun: Sfortunatamente stiamo tornando a un periodo di stanchezza. Questa frase appartiene a un filosofo tedesco degli anni trenta ed è del tutto valida oggi…Il più grande pericolo è la stanchezza, il disincanto, l’indifferenza. E questo pericolo deriva da tutto ciò che non offriamo ideologicamente ai giovani. Offriamo loro cose a cui sono molto interessati, come gli scambi universitari, ogni genere di viaggio, ma non offriamo loro un progetto comune, globale…perché l’Europa? Qual è il nostro ruolo? Cosa significa? Bisogna offrire loro qualcosa di più dei viaggi Erasmus. euronews: Lei è stato vittima della seconda guerra mondiale. Lei è sopravvissuto a un campo di concentramento nazista. La sua memoria e quella di grande parte della sua generazione si sta perdendo con le nuove generazioni? Jorge Semprun: Questa memoria sta perdendo il suo principale sostegno, le vittime. Tra poco tempo non ci sarà più nessuno che possa affermare “io l’ho visto”, come il pittore spagnolo Goya firmò alcuni suoi quadri o incisioni sugli orrori della guerra. Questa memoria diventa storia, non è male che sopravviva come parte della storia. Ma adesso dobbiamo andare al di là di questo problema. Credo che nessun progetto europeo possa essere fondato senza memoria del passato e di ciò che bisogna evitare. Bisogna proporre qualcosa di più positivo ai giovani. Non solo la memoria, ma il futuro…ecco il dilemma. euronews: Lei può considerarsi anche vittima del regime franchista per essere stato costretto a vivere in esilio fin dall’adolescenza. Due anni fa il governo spagnolo ha approvato una legge per risarcire le vittime della dittatura. Qual è la sua opinione in proposito? Jorge Semprun: Non mi considero vittima del franchismo. Le vittime sono quelle che hanno vissuto passivamente la repressione. Faccio una distinzione un pò esagerata, ma penso di non essere una vittima perché ho lottato, e quindi sono un attore di quel periodo storico. La ricostruzione della democrazia in Spagna ha fatto trionfare i valori democratici che erano quelli degli sconfitti nella guerra civile.. Bisogna ristabilire l’equilibrio affinché tutti noi abbiamo il diritto a una memoria e a esistere storicamente, le vittime, le famiglie delle vittime delle rappresaglie, le famiglie di chi è stato assassinato…ecc..È un processo complicato, ma fondamentale. Abbiamo avuto bisogno di un lungo periodo di amnesia e di un’amnistia per ricostruire la democrazia. Oggi la democrazia è abbastanza forte e consolidata e può anche permettersi il lusso di una memoria assoluta. Bisogna ricordarsi di tutto, del bene e del male, degli uni e degli altri… euronews: Il giudice Baltasar Garzón ha cercato di avviare un processo per giudicare la dittatura di Franco. Un’iniziativa che ha creato una grande polemica in Spagna. Chi lo critica sostiene che questo tipo di processo potrebbe riaprire ancora di più le ferite della guerra invece di chiuderle. Jorge Semprun: Credo sia un problema da trattare con molto tatto perché se si ricostruisce la memoria in modo grossolano o sbagliato si rischia di riaprire delle ferite. Anche se credo che le ferite dirette si siano rimarginate perché il tempo è passato, ci sono nuove generazioni. Credo che sia necessario che la società spagnola integri l’idea della necessità della memoria, così come in un determinato momento ha avuto bisogno di amnesia…Questo è fondamentale.