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Le sfide della presidenza svedese

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Le sfide della presidenza svedese

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La Svezia prende la staffetta della presidenza europea per sei mesi in cui non sarà facile tenere la briglia, condurre l’Europa fuori dalla crisi economica, superare gli ostacoli e arrivare al 2010 avendo risolto le questioni aperte.

Ma se due persone sanno navigare nelle tempeste, queste sono il premier e il ministro degli esteri svedesi. Fredrik Reinfeld a capo del governo ha dimostrato negli ultimi tre anni di essere un politico solido, competente e popolare. Carl Bildt, vecchia volpe della politica, al ministero degli esteri svedese è stato un feroce partigiano dell’allargamento ad est, ed è un esperto dei Balcani, di cui parla ogni giorno nel suo blog. L’agenda europea del secondo semestre del 2009 comprende alcuni temi caldi come il cambiamento climatico: bisogna che l’Europa adotti una posizione comune e coerente prima del summit di Copenhagen. “Il governo è troppo ambiziso nei suoi progetti sul cambiamento climatico, dice un analista politico, il primo ministro punta molto sulla conferenza di Copenhagen in dicembre, ma credo che la Cina e gli Stati Uniti abbiano altre priorità. Siamo in una crisi economica e credo che dovrebbero concentrarsi anche su questo”. La presidenza svedese dovrà occuparsi di mettere in atto nuove regole per sorvegliare i mercati e gli istituti finanziari. E far fronte ai cambiamenti istituzionali in seno all’Unione dopo il voto al referendum irlandese in ottobre. Se dovesse vincere un No al trattato di Lisbona, Stoccolma dovrà raccogliere i cocci.