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Iraq: attentato a Kirkuk, 20 morti nel giorno del ritiro USA

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Iraq: attentato a Kirkuk, 20 morti nel giorno del ritiro USA

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Una festa fatta di speranza e di paura: le truppe americane completano nei tempi previsti il ritiro dalle aree urbane dell’Iraq, e polizia ed esercito iracheni prendono il loro posto.

Un evento atteso, che simboleggia un passo in più verso il ritorno alla normalità. Proprio in coincidenza con la festa della liberazione, il 30 giugno. Una festa però rovinata subito: nemmeno il tempo di completare il ridispiegamento dei 135.000 militari a stelle e strisce nelle tredici basi che mantengono nel paese – si ritireranno nel 2011 – e già si veniva a sapere di quattro soldati deceduti, dopo 24 ore di agonia. E soprattutto l’attentato di Kirkuk, devastante, anche per il morale: proprio perché altamente simbolico. Una bomba, forse un’autobomba, è esplosa nel mercato ortofrutticolo, uccidendo almeno 20 persone. Kirkuk è un importante centro petrolifero, e il 30 giugno, per l’Iraq, era anche la data fissata, e pubblicizzata in tutto il mondo, per la prima asta delle concessioni petrolifere. La prima da oltre 30 anni. È stata però assegnata solo la concessione più importante, quella di Rumayla, con riserve stimate di 17 miliardi di barili. È andata a British Petroleum e China National Petroleum Company. L’italiana Eni, che concorreva per il giacimento di Zubayr, aveva presentato la migliore offerta, ma non ha poi accettato di tagliare i costi, eccessivi per il governo. Neanche le altre concorrenti hanno accettato. E sui costi incide molto il capitolo sicurezza.