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Iran, ministro dell'Intelligence nega brogli e accusa gli Stati Uniti

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Iran, ministro dell'Intelligence nega brogli e accusa gli Stati Uniti

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I sostenitori di Mussavi sarebbero di nuovo scesi in piazza a Teheran, nonostante il divieto delle autorità. Lo confermerebbero testimoni locali e un video amatoriale, ma non i giornalisti stranieri, bloccati nei loro alberghi.

Il ministro iraniano dell’Intelligence Gholam Mohseini-Ejei ha negato che siano stati organizzati brogli per falsare il risultato delle elezioni. Tali accuse, ha aggiunto, servono agli Stati Uniti per destabilizzare la Repubblica Islamica. I Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, riuniti domenica a Corfù per la conferenza dell’Osce, hanno chiesto a Teheran di liberare immediatamente gli otto funzionari dell’ambasciata britannica e i giornalisti trattenuti nel Paese. “L’Unione Europea – ha detto il ministro degli Esteri ceco Jan Kohout – chiede alle autorità iraniane di interrompere le ostilità verso i suoi stati membri e anche verso i paesi partner dell’Unione e i loro cittadini. E chiede di rilasciare i giornalisti europei fermati”. Per Londra l’arresto degli impiegati dell’ambasciata britannica a Teheran è “un’inaccettabile intimidazione”. Per il regime iraniano, invece, una reazione all’ingerenza dell’Occidente.