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In Iraq ci si prepara all'imminente ritiro degli americani

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In Iraq ci si prepara all'imminente ritiro degli americani

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L’Iraq riprende il controllo della propria sicurezza e la popolazione si prepara alla grande festa, martedì, in occasione della Giornata della sovranità nazionale. Ma domani è soprattutto il giorno in cui l’esercito americano lascia le grandi città irachene, come concordato nel novembre scorso da Bagdad e Washington.

“Oggi per noi e per tutti gli iracheni è un giorno di gioia, dice un agente, e dopo il ritiro delle forze americane comincerà il lavoro delle forze irachene, della polizia e dell’esercito insieme.” I 130mila militari americani si ritireranno nelle loro basi all’esterno dei grandi agglomerati urbani mentre 500mila agenti e 250mila soldati iracheni prenderanno progressivamente possesso delle basi americane e dei posti di blocco che controllavano insieme alle forze Usa. In questa cartina, in scuro, le zone di Al-Anbar e Diyala e le città più importanti dove esercito e polizia iracheni garantiranno, insieme, la sicurezza del paese. Sei anni dopo l’arrivo degli americani e la caduta del regime di Saddam Hussein, la popolazione ritrova fiducia in se stessa. “Gli iracheni, dice un cittadino di Bassora, sono in grado e sono pronti a garantire la sicurezza una volta che sarà terminato il ritiro americano, e coll’aiuto di Dio, siamo tutti fratelli, nessuna differenza tra sciiti e sunniti.” E partono domani le gare d’appalto per lo sfruttamento di sei dei maggiori giacimenti petroliferi iracheni: le riserve stimate per tutto il territorio superano i cento miliardi di barili. Una trentina le società coinvolte.