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Khamenei: "Le proteste non cambieranno il risultato delle elezioni"

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Khamenei: "Le proteste non cambieranno il risultato delle elezioni"

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Erano in 200 a sfidare il massiccio spiegamento di polizia ieri a Teheran. Meno di una manifestazione, più un raduno senza slogan, quasi una passeggiata, o una processione, che però, secondo alcuni testimoni, è stata ugualmente dispersa dagli agenti con cariche e gas lacrimogeni.

Il regime ha infatti vietato anche le cerimonie di lutto che l’ex candidato riformista Mehdi Karrubi avrebbe voluto in memoria degli almeno 17 manifestanti uccisi nei giorni scorsi, fra cui Neda, la giovane donna diventata l’icona della protesta. La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha ribadito che le manifestazioni degli oppositori del presidente Mahmud Ahmadinejad non potranno far cambiare il risultato delle elezioni del 12 giugno. Elezioni che secondo il principale avversario di Ahmadinejad, Mir Hossein Mussavi, sarebbero state falsate. Agli appelli per la fine della repressione e della violenza si è unita anche la voce di Shirin Ebadi. L’iraniana premio Nobel per la pace, a Bruxelles per una visita di due giorni, ha chiesto ai Ventisette di imporre sanzioni politiche contro le autorità di Teheran. Ebadi è intervenuta a una manifestazione per il rispetto della democrazia in Iran che si è tenuta nella capitale europea. Lunedì il Consiglio dei guardiani deve pronunciarsi sulla validità dello scrutinio, ma i giochi sembrano già fatti.