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Giornata di lutto per le vittime in Iran, la repressione continua

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Giornata di lutto per le vittime in Iran, la repressione continua

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La repressione si fa più dura, la protesta continua. Giornalisti per necessità, i cittadini iraniani che contestano il governo restano l’unico mezzo per far uscire dal Paese le immagini della repressione.

Manganellate e colpi d’arma da fuoco contro i sostenitori del candidato sconfitto alle presidenziali Mir Hossein Moussavi sono continuati anche ieri. Ma le notizie non verificabili che giungono attraverso il web e i social network come Twitter sono ancora più inquietanti: la milizia presidenziale circonderebbe ospedali e ambasciate straniere a Teheran per individuare i manifestanti. Intanto la crisi si internazionalizza. E’ rottura fra Londra e Teheran che ha esplulso due diplomatici britannici. Gli iraniani nel mondo si mobilitano, raccolgono informazioni e immagini che giungono da Teheran. E rendono omaggio alle vittime della repressione: sarebbero almeno 17. “E’ stato vietato di organizzare una veglia per le vittime in Iran” dice un iraniano a Francoforte. “Ecco perchè chiediamo agli iraniani ovunque nel mondo di radunarsi per onorare i morti”. Il Consiglio dei Guardiani ha escluso che il voto del 12 giugno sia stato falsato da gravi brogli, come sostiene l’opposizione, dunque non sarà ripetuto. Il Presidente americano Obama si fa meno conciliante, pronuncia la parola condanna ma ripete che Washington non interferirà.