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La resistenza iraniana non si lascia intimidire dai Pasdaran

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La resistenza iraniana non si lascia intimidire dai Pasdaran

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I sostenitori di Mir Hossein Moussavi non rinunciano a scendere in piazza.

Né i divieti, né le minacce dei Guardiani della rivoluzione fermano i manifestanti, che anche ieri si sono riuniti in un migliaio per protestare contro la vittoria di Ahmadinejad alle presidenziali del 12 giugno. Ancora una volta, però, si sono trovati di fronte i poliziotti e i fedelissimi della milizia Basiji, che li hanno caricati e dispersi. Poche ore prima un comunicato sul sito dei Guardiani della rivoluzione ribadiva la linea del pugno di ferro contro i manifestanti. E mantiene la sua linea anche il governo: la colpa dei disordini è delle potenze occidentali. Sotto accusa in particolare Londra e Washington. In realtà per ora la Casa Bianca è stata molto cauta. Obama si è detto in particolare commosso dal coraggio delle donne. Una su tutte, Neda, “una giovane donna”, dice la leader degli iraniani in esilio, “uccisa dai poliziotti nel nord di Teheran. Suo padre negli ultimi attimi della sua vita le ha detto: non aver paura, Neda. Oggi il popolo ha dato il suo nome alla via dove è morta”. Il filmato della morte di Neda Agha-Soltan, uccisa sabato scorso, ha fatto il giro del mondo su internet. Neda è già diventata un’icona della rivolta che ha fatto finora almeno 17 morti.