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Israele: una priorità gli scambi commerciali con L'Ue

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Israele: una priorità gli scambi commerciali con L'Ue

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Il caos in Iran e il processo di pace in Medio Oriente sono i temi al centro della prima visita in Europa di Benjamìn Netanyahu, dopo il suo insediamento alla guida del governo israeliano. Ma non sono gli unici.

Meno mediatizzata, eppure altrettanto importante per lo stato ebraico, è la questione degli scambi commerciali con l’Unione europea, oltre a quella degli aiuti che Bruxelles concede nell’ambito della sua politica di prossimità. Con un volume totale di scambi che nel 2007 ha superato i 25 miliardi di euro, Israele è tra i principali partner commerciali dell’Unione, nella zona euro-Mediterranea. Le imprese europee esportano in Israele beni per 14 miliardi di euro, mentre il valore delle esportazioni israeliane in Europa ammonta a 11,3 miliardi. I ventisette finanziano anche forme di cooperazione con lo stato ebraico sul fronte politico ed economico: per il periodo 2007-2010, Bruxelles ha stanziato fondi per 14 milioni di euro. Per quanto riguarda i palestinesi, gli scambi commerciali tra Ramallah e Bruxelles sono molto più limitati. Il motivo è dovuto sia alle divisioni interne tra le fazioni palestinesi, sia al blocco israeliano della Striscia di Gaza, passata dal 2007 sotto il controllo di Hamas. Una tale situazione impedisce di fatto all’Autorità palestinese qualunque tipo di intervento per migliorare le condizioni di vita nei Territori, dove a fare la differenza sono i programmi di aiuto internazionale finanziati dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea. Dal 2000 a oggi, Bruxelles ha inviato 3,4 miliardi di euro in fondi di assistenza per i palestinesi. Il 2007, l’anno in cui Hamas ha assunto il controllo di Gaza, ha visto lo sforzo finanziario maggiore da parte dei Ventisette: 560 milioni di euro. Per il 2009, l’importo previsto è di 440 milioni. L’insieme di questi interventi ha lo scopo di aiutare l’Autorità palestinese a creare le istituzioni di un futuro stato: una condizione che l’Unione europea considera indispensabile per la coabitazione pacifica tra palestinesi e israeliani.