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Iran: uno scontro per il potere all'interno del regime

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Iran: uno scontro per il potere all'interno del regime

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Il braccio di ferro continua e non solo nelle strade. L’appello a commemorare le vittime della repressione poliziesca lanciato dal candidato riformista Mehdi Karrubi è una nuova sfida al presidente Ahmadinejad e al potere religioso che lo sostiene.

Anche l’arresto e la successiva liberazione di Faezeh Hashemi, figlia dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani e tra le sostenitrici delle manifestazioni contro Ahmadinejad, fa parte di uno scontro interno al regime. Firouzeh Navahandi, analista: “In Iran si sta consumando una lotta per il potere, come d’altronde accade da sempre. Non è che l’ultimo esempio di una lotta per il potere. E dal momento che un vero scontro politico non è pensabile a causa del contesto, della forma del potere, in Iran si combattono sempre sfide personalistiche”. Anche il grande Ayatollah Hossein Ali Montazeri, storico dissidente del clero sciita, ha invitato a osservare tre giorni di lutto in memoria delle vittime. Pur avendo partecipato alla rivoluzione khomeinista del ’79, vive da anni agli arresti domiciliari. E da qui dice che “opporsi alle richiste del popolo è contrario ai precetti religiosi”. Navahandi: “Mi sembra che sia la prima volta – e questo è molto interessante per l’Iran – che le rivendicazioni di separare il potere religioso da quello politico vengono dalla folla, dalla popolazione. Non è sempre stato così nel XXesimo secolo: altri tentativi di laicizzare lo stato dall’alto sono falliti”. La campagna elettorale ha offerto al mondo un’immagine inedita dell’Iran: quella di una società giovane, urbanizzata, con una forte presenza femminile: ma quali sono le chance del movimento di opposizione? Navahandi: “Temo che la situazione finisca per degenerare divenendo incontrollabile, oppure che la repressione si faccia ancora più dura. Perché il punto debole di questo movimento di opposizione che vediamo oggi all’opera in Iran è che non ha dei veri leader. Non è un movimento rivoluzionario, non ha un programma e rivendicazioni precise”.