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Per la prima volta dal 1873, un capo dello stato francese è intervenuto davanti alle camere riunite. Lo ha fatto Nicolas Sarkozy, oggi a Versailles, dove i 920 parlamentari lo hanno ricevuto in ossequio alla modifica costituzionale dell’anno scorso, che non senza polemiche ha reintrodotto il diritto del presidente a intervenire in Parlamento.

Sarkozy ha subito affrontato i temi della attualità economica. “Niente sarà più come prima. Una crisi di una ampiezza del genere impone necessariamente una ridiscussione profonda. Non possiamo assistere a una catastrofe come questa senza rimettere in causa le idee, i valori, le decisioni che hanno portato a questo risultato. Chiedo al parlamento di mobilitarsi per identificare tutte le strutture inutili, tutti gli aiuti la cui efficacità non sia dimostrata, tutti gli organismi che non servono a niente… discutetene assieme al governo, dopo l’estate, in modo che decisioni importanti possano venire adottate già entro la fine dell’anno”. Sarkozy ha poi annunciato il varo di un Prestito Nazionale, destinato a finanziare le priorità del governo, e ha parlato della sua intenzione di proporre, come misura anticongiunturale, che ogni persona licenziata possa conservare il salario per altri 12 mesi. Un intervento che forse non basterà a rispondere ai sindacati, da tempo sul piede di guerra.More about: ,

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