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Lunedì di calma apparente a Teheran

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Lunedì di calma apparente a Teheran

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In Iran la protesta prende fiato e si prepara a un altro round. Dopo le manifestazioni di sabato che hanno lasciato sul terreno almeno dieci morti e un centinaio di feriti, i sostenitori del leader dell’opposizione Mirhossein Moussavi invitano a scendere in piazza oggi con candele nere in segno di lutto. Un lutto in nome di Neda, la giovane uccisa sabato diventata il simbolo della protesta. In un comunicato diffuso attraverso il suo sito web, Mussavi ammonisce che gli arresti effettuati dalle forze di sicurezza “creeranno una frattura tra il popolo e le forze armate”.

Il governo iraniano fa sapere tramite un portavoce del ministro degli esteri che ritiene che le potenze occidentali siano responsabili di fomentare anarchia e vandalismo nel paese. Intanto il consiglio dei guardiani incaricato di ricontare i voti della discorida ammette che ci sono state in alcuni distretti più schede che votanti, ma dice che questo non cambierà il risultato finale. Nel black out delle informazioni ufficiali, su internet si captano segnali di una radicalizzazione della protesta: si invitano gli iraniani a fare provviste, perchè la prossima mossa di Mussavi potrebbe essere quella di indire uno sciopero generale.