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Compito difficile per il nuovo Speaker della Camera bassa britannica

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Compito difficile per il nuovo Speaker della Camera bassa britannica

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Il nuovo speaker della Camera dei comuni britannica dovrà restaurare la reputazione di un ramo del più antico parlamento del mondo, quello di Westminster.

Un compito la cui difficoltà è proporzionale all’eco dello scandalo dei rimborsi spese dei deputati: vicenda che ha portato alle dimissioni di Michael Martin. Per candidarsi alla carica di speaker, un deputato deve essere sostenuto da almeno dodici colleghi: di questi, almeno tre devono appartenere a uno schieramento politico diverso dal suo. Chi ottiene almeno la metà dei voti, è eletto presidente della camera bassa. Quest’anno, per la prima volta, il voto è stato segreto. Lo speaker presiede ai dibattiti parlamentari e impone l’ordine, dando e togliendo la parola ai singoli deputati. Ha anche facoltà di intervenire quando i ministri si esprimono di fronte alla camera. Spetta allo speaker decidere quali emendamenti debbano essere discussi. Il suo ruolo però non si limita a quello di un moderatore. La Costituzione gli affida la responsabilità di rappresentare i deputati davanti alla monarchia e ai Lord: difendere, cioè, l’indipendenza della camera. Fino ad oggi, lo speaker è stato anche incaricato della gestione della camera per quanto riguarda i rimborsi. Ma gli eccessi che hanno caratterizzato il mandato di Michael Martin hanno convinto il governo ad affidare il controllo delle note spese a un organismo indipendente.