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La doppia strategia di Zardari

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La doppia strategia di Zardari

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Asif Ali Zardari è il presidente del Pakistan, eletto a suffragio universale, dopo l’assassinio di sua moglia Benazir Bhutto. Oggi deve combattere contro i taleban nel nord ovest del paese e nella valle di Swat. Una doppia strategia il cui scopo finale è risolvere il dilemma del Pakistan: come blandire i musulmani per utilizzarli contro l’India o come dare vita a un processo di pace cacciando i taleban.

euronews: Benvenuto a euronews signor presidente. Ci sono molte preoccupazioni in Occidente a proposito della potenza nucleare in Pakistan.

Asif Ali Zardari: “Non credo che esistano in Occidente alcune preoccupazioni sulla potenza nucleare, penso si tratti solo di un’inquietudine. E molti giornalisti la fanno riemergere. Penso che tutti nel mondo sappiano che le armi nucleari in Pakistan siano sicure e in mani sicure”.

euronews: Insomma i leader politici americani e europei si preoccupano per niente.

Asif Ali Zardari: “No, credo che i think tanks e le cattive notizie siano una buona notizia fintanto che il giornalismo esiste. Una volta svelate concentrano tutta l’attenzione”.

euronews: Non teme un possibile colpo di staro dei taleban contro di lei?

Asif Ali Zardari: “Se la situazione sfugge al controllo, se faccio finta di non vedere e non combattiamo il cancro dei taleban allora si corre un vero pericolo non solo in Pakistan, ma la minaccia è destinata ad estendersi al mondo intero: tutti ne siamo coscienti”.

euronews: Condivide le preoccupazioni degli europei sulle scuole coraniche in regioni dove l’ideologia dei taleban è in crescita?

Asif Ali Zardari: “Sì, condivido la preoccupazione dell’Unione Europea e per questo motivo ho chiesto un aiuto perchè secondo gli ultimi calcoli sarebbero circa ventimila. A mio parere si tratta di un nuovo fenomeno che non era presente fino a quando gli occidentali non sono venuti a combattere contro i sovietici in Afghanistan. Hanno dato vita a un nuovo metodo di proselitismo nelle scuole coraniche che oggi ha preso una dimensione eccessiva. Per questo chiediamo al mondo di venirci incontro per combattere queste scuole”.

euronews: Quale tipo di appoggio?

Asif Ali Zardari: “Abbiamo bisogno di denaro per potere offrire lo stesso tipo di servizi proposti dalle scuole coraniche. Un esempio? Le scuole coraniche offrono denaro ai genitori in modo da avere i bambini in affidamento. Noi dobbiamo fare lo stesso”.

euronews: Cosa pensa delle strategia Nato nel sud dell’Asia, in Afghanistan e nel Pakistan?

Asif Ali Zardari: “Devono essere più responsabili, devono capire che non sono nè in Vietnam nè in Corea il che significa che la guerra deve essere combattuta dove è”.

euronews: Crede ancora che l’India sia una minaccia militare?

Asif Ali Zardari: “Il punto non è di considerare l’India come una minaccia militare, ma se ne ha la capacità. India è una realtà , il Pakistan è una realtà, ma i Talebani sono una minaccia per il mondo intero. In questo momento la nostra attenzione è focalizzata sui taleban. C‘è qualcosa che è andata avanti per lungo tempo e non è mai venuta alla luce durante la scorsa presidenza di tipo dittatoriale”.

euronews: L’India è molto preoccupata perché molte organizzazioni terroristiche sono basate in Pakistan e una di queste è responsabile dell’attacco a Mumbai. Crede si tratti di una vera preoccupazione ?

Asif Ali Zardari: “No, credo che ogni stato abbia una sua idea della sicurezza; ci sono state esplosioni, attacchi che non si possono sottoscrivere: certo c‘è una preoccupazione, ma non per conto degli stati che hanno preso la direzione della guerra”.

euronews: Un’organizzazione come Laskar e Taybba ha trovato rifugio per molti anni in Pakistan. Non crede che un tipo di relazione abbia in qualche modo favorito i taleban? Condividono la stessa ideologia.

Asif Ali Zardari: “Credo che tutti gli estremismi religiosi,siano cristani, o in qualche altra religione come per i musulmani devono essere considerati come una minaccia per il mondo intero”.

euronews: Sì, ma in questo caso il Pakistan ha dato la sua protezione durante diversi anni a queste organizzazioni durante il conflitto del Kashmir.

Asif Ali Zardari: “Si dicono molte cose da entrambe le parti e non voglio puntare il dito su nessuna persona”.

euronews: Ma è vero o no?

Asif Ali Zardari: “Cosa”?

euronews: Questa affermazione.

Asif Ali Zardari: “Credo si tratti di un’affermazione fondata, ma non è più vera in quanto il governo non sostiene più questa organizzazione. E’ proibita in Pakistan”.