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Commissione: la corsa a ostacoli di Barroso

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Commissione: la corsa a ostacoli di Barroso

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Josè Manuel Barroso parte sollevato dal vertice europeo, ma per lui la corsa a ostacoli non è finita.

La sua nomina deve passare al vaglio del parlamento europeo, dove si organizza un fronte d’opposizione che non lo vuole alla guida della commissione per altri cinque anni. “Ho piena fiducia , abbiamo un forte sostegno in seno al parlamento europeo, così come l’abbiamo avuto cinque anni fa. Non vedo perché non lo avremo in quest’occasione. Ho l’appoggio dei capi di stato e di governo che rappresentano le famiglie politiche più importanti, ci tengo a dirlo, sono gli stesi leader di partito, i leader dei partiti socialisti, dei cristiano-democratici e dei partiti liberali” I socialisti sono pronti a dare battaglia. Il presidente del partito, poul Nyroup Rasmussen. “Il parlamento non si accontenta di vidimare i documenti del consiglio, è un parlamento che è stato eletto, sulla stessa base delle assemblee nazionali. Per cui non si può avere una situazione in cui si ha il Consiglio che dice: a noi va bene Barroso e voi dovete emplicemente dire sì. Abbiamo bisogno di tempo e di consultarci, è questa la nostra richiesta”. . Manca però alla sinistra una candidatura alternativa. Cohn-Bendit ha detto di non voler fare nomi per non bruciare personalità eccellenti. Resta il dubbio che non ci sia al momento un nome che faccia l’unanimità in seno alla gauche europea.