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Iran, sì di Khamenei a nuova conta dei voti


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Iran, sì di Khamenei a nuova conta dei voti

La divisione regna a Teheran. Per le strade della capitale iraniana ieri, ancora una volta, scorrevano due fiumi umani contrapposti.

Nella parte Nord della città i sostenitori di Mir Hossein Mussavi hanno marciato in silenzio, all’indomani della morte di 7 persone durante le proteste per chiedere la conta dei voti e contestare la vittoria del Presidente uscente. La marcia di sostegno a Mussavi, Primo ministro negli anni Ottanta e considerato un conservatore moderato, si è svolta nonostante l’invito di quest’ultimo a non uscire di casa per evitare incidenti. Nel centro della città c’erano invece loro, i sostenitori di Mahmud Ahmadinejad, che venerdì, stando ai risultati ufficiali, avrebbe ottenuto una netta vittoria al primo turno col 63% dei suffragi. Difronte al rifiuto di una ripetizione del voto, Mussavi dovrà accontentarsi di un riconteggio. “Proponiamo la creazione di un comitato di verifica coposto da figure super partes, che faccia luce su irregolarità che si siano verificate prima o durante il voto” ha detto un rappresentante di Mussavi. Intanto un primo ma significativo gesto è arrivato dalla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che si è detto favorevole, se necessario, ad un riconteggio dei voti in quei collegi dove siano state contestate delle irregolarità. Una conta che dovrebbe avvenire alla presenza dei rappresentanti dei due candidati. Ad ascoltare le sue parole c’era uno di loro: l’ultraconservatore Ahmadinejad.
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