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Iran: il ruolo degli studenti

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Iran: il ruolo degli studenti

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Gli studenti, sempre loro. Dietro ogni fase calda della storia iraniana recente ci sono i giovani universitari. Oggi invocano le dimissioni di Ahmadinejad, in un passato non troppo lontano esultavano per il trionfo della Rivoluzione islamica.

Oggi i giovani aggirano la censura del regime consegnando ai giornalisti stranieri i video delle manifestazioni registrati con i cellulari. Ma nel 1979 erano stati la spina nel fianco dello Scià, le prime linee della rivoluzione degli ayattolah, il grimaldello che travolse il regno dei Pahlavi e spianó la strada al regime della Guida Suprema. 20 anni dopo la Rivoluzione di Khomeini i sogni erano già tramontati. Nel luglio del 1999 gli studenti ritornano in piazza per protestare contro il fallimento del progetto riformista di Mohamed Khatami, eletto presidente della Repubblica due anni prima. La rivoltà è soffocata nel sangue. Nel 2003 ci riprovano. Khatami reagisce allo stesso modo e gli studenti non riescono a trascinare il resto della popolazione iraniana. Il rapporto tra universitari e potere non cambia con l’elezione di Ahmadinejad. Anzi peggiora. Hanno suscitato scandalo i fischi con cui gli studenti accolsero l’attuale presidente in visita all’Università di Teheran nel 2006. Fischi che ora si ripetono. Dietro quei giovani c‘è una fetta di società iraniana, c‘è la classe media che invoca riforme e si è scoperta intollerante ai precetti della Rivoluzione.