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Iran: Obama solidale coi riformatori, senza lanciare accuse a Teheran

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Iran: Obama solidale coi riformatori, senza lanciare accuse a Teheran

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Molta preoccupazione. Poche critiche dure e dirette. La comunità internazionale con gli Stati Uniti di Barack Obama in testa, segue gli eventi di Teheran minuto per minuto. Il Presidente Usa, che alla Casa Bianca ha ricevuto Silvio Berlusconi, ha espresso la propria vicinanza ai giovani iraniani.

“Sono profondamente scioccato per le violenze che stiamo vedendo attraverso la tv” ha aggiunto Obama. “Credo che il processo democratico, la libertà di espressione, il dissenso pacifico, tutti questi siano valori universali che vanno rispettati”. Se Obama non ha voluto compromettere la linea del dialogo che sancisce tra l’altro la rottura con la precedente amministrazione, un passo più in là sul valore delle elezioni iraniane si è potuto spingere il ministro degli Esteri britannico David Miliband: “Seguiamo le implicazioni dei recenti eventi in Iran con particolare sconcerto. I seri dubbi avanzati sulla libertà e trasparenza del voto sono ovviamente motivo di inquietudine per milioni di persone in Iran”. Riuniti in Lussemburgo, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno espresso egualmente un unanime sentimento di apprensione. Su iniziativa di Francia e Germania, hanno inoltre invitato Teheran, a fare chiarezza sulla rielezione di Mahmud Ahmadinejad.