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Iran. La censura dei media stranieri

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Iran. La censura dei media stranieri

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L’Iran è il centro del mondo in queste ore ma raccontare quello succede è un’impresa. I giornalisti stranieri non possono girare per le strade, raccogliere testimonianze, realizzare interviste. La Repubblica Islamica non collabora e i media devono arrangiarsi. Molte televisioni utilizzano free lance che disattendono l’invito del regime a non uscire dagli alberghi. La presentatrice della televisione svizzera romanda:

“É con noi Alexandra Szacka, giornalista di Radio Canada, non ci sono piú molti giornalisti stranieri sul posto per seguire gli avvenimenti in Iran….” “Ai giornalisti stranieri è stato vietato di andare alle manifestazioni…“dice la corrispondente. L’inviata della TVE, la televisione spagnola: “I visti dei giornalisti scadranno presto: è un modo per guadagnare tempo, per farci partire, per non farci raccontare quello che succede qui. Da poco piú di un’ora ci hanno vietato di uscire in strada con la telecamera, di registrare qualunque cosa. Siamo confinati qui e non sappiamo fino a quando”. Non potendo raccogliere immagini con le proprie telecamere, alcune televisioni mandano in onda i video girati, anche con i telefonini, dalla popolazione locale. Lo ha fatto anche Rai 3: “Abbiamo un video che ci hanno dato degli studenti che ieri erano in Piazza Azadi. Il video mostra il momento in cui vengono sparati i primi colpi dalla caserma Bassidje e c‘è stato il primo morto. Guardiamolo”.