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Usa: passo avanti il si condizionato di Netanyahu a stato palestinese

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Usa: passo avanti il si condizionato di Netanyahu a stato palestinese

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Un si con tante riserve, che sembra quasi un no. Si alla creazione di uno stato palestinese, ma solo se demilitarizzato, e no al blocco totale delle colonie israeliane in Cisgiordania.

Nel suo discorso all’università Bar Ilan di Tel Aviv, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il futuro stato palestinese non dovrà possedere un esercito. I palestinesi dovranno inoltre riconoscere il carattere ebraico dello stato israeliano. Quanto alle colonie, Israele non ne costruirà di nuove, ma non impedirà il naturale sviluppo di quelle già esitenti. Gli Stati Uniti, che da mesi tentano di fare accettare a Netanyahu la soluzione dei due stati per due popoli, per il momento si devono accontentare di un si condizionato, troppo condizionato secondo molti analisti, che vedono nel discorso del premier israeliano un tentativo di prendere tempo. Un portavoce della Casa Bianca lo ha definito un primo passo importante, ma secondo l’Autorità palestinese quello di Netanyahu è un boicottaggio in piena regola della road map adottata nel 2003, che prevedeva il blocco degli insediamenti. Per il negoziatore capo palestinese, gli Stati Uniti devono scegliere se trattare Israele come uno stato al di sopra delle legge, o se costringere il governo israeliano ad agire in conformità con gli impegni assunti, ovvero tornare ai confini del ’67 e fermare ogni attività nelle colonie. Netanyahu ha detto che Gerusalemme dovrà restare capitale di Israele e, come i suoi predecessori, ha esluso il ritorno dei profughi palestinesi del 1948.