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UE: Netanyahu, primo passo in giusta direzione

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UE: Netanyahu, primo passo in giusta direzione

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Il discorso di Benjamin Netanyahu sulla questione palestinese è un primo passo nella direzione giusta, secondo l’Unione Europea. Il premier israeliano, esponente del Likud, ha riconosciuto per la prima volta la possibilità di uno stato palestinese accanto a Israele, ponendo però numerose condizioni. Fra l’altro: che si tratti di uno stato demilitarizzato e che i dirigenti palestinesi riconoscano il carattere ebraico dello stato di Israele.

Netanyahu ha anche rifiutato ogni blocco della colonizzazione ebraica nei territori, ribadendo il carattere indivisibile di Gerusalemme. Queste sono le condizioni per arrivare a un accordo di pace, ha detto il premier israeliano. Dal Lussemburgo, dove sono riuniti i ministri degli esteri europei, il capo della diplomazia svedese Carl Bildt, ministro del paese che fra due settimane assumerà la presidenza di turno dell’Unione Europea ha commentato: “E’ un buon inizio, ma è solo il primo passo. Sapere se quello che Netanyahu ha definito sia uno stato è discutibile. Uno stato non può essere definito in un modo qualsiasi”. Stesso prudente ottimismo, con qualche riserva, da parte dell’Alto Rappresentante Europeo per la politica estera e di difesa Javier Solana: “Nel discorso di Netanyahu c’erano cose molto importanti. Il fatto che il governo israeliano possa riconoscere formalmente la soluzione a due stati è un passo nella giusta direzione. Le altre cose che ha detto secondo me devono essere rinviate a un ulteriore negoziato”.