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Israeliani divisi nel giudizio sulle parole di Netanyahu


Israele

Israeliani divisi nel giudizio sulle parole di Netanyahu

Coloni e pacifisti israeliani si sono confrontati a suon di slogan di fronte all’università dove Netanyahu ha tenuto il suo discorso. In mezzo la polizia, che ha impedito ogni contatto.

Sul futuro degli insediamenti il premier è stato rassicurante, ma i coloni non gli fanno sconti. “Siamo qui per dire a Netanyahu che è stato eletto per custodire la terra di Israele. Se ci tradirà, lo costringeremo a dimettersi”. Di avviso opposto i pacifisti, che invocano il ritiro dai territori occupati. “Netanyahu è un falco, non credo che con lui faremo progressi nella direzione dei due stati”. Tra i palestinesi di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, c‘è chi alla speranza non vuole rinunciare, nonostante tutto. “Non vogliamo promesse, ma fatti concreti. Devono fare quello che dicono e non limitarsi agli annunci”. “Con l’aiuto di dio possiamo arrivare alla pace. Netanyahu è un politico, non un militare, e i politici sanno prendere decisioni meglio dei militari”. I primi a raccogliere le reazioni internazionali alle parole di Netanyahu saranno i ministri israeliani di esteri e difesa, Avigdor Lieberman e Ehud Barack, già partiti alla volta di Lussemburgo e Parigi.
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