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Iran. Vietata la manifestazione dei pro Moussavi


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Iran. Vietata la manifestazione dei pro Moussavi

La situazione è più calma, in apparenza, a Teheran dopo gli scontri che hanno fatto seguito alle elezioni presidenziali, ma il paese appare diviso. Il candidato sconfitto, il moderato Mir Hossein Moussavi, ha rinviato a data da destinarsi la manifestazione che aveva indetto per oggi per contestare i risultati del voto, un corteo che le autorità non avevano autorizzato. Il Consiglio dei guardiani della rivoluzione esaminerà entro 10 giorni il ricorso presentato da Moussavi per ottenere l’annullamento dello scrutinio, che secondo lui, è stato manipolato:

“L’unica soluzione – dice un abitante di Teheran – è che Moussavi vada in televisione per parlare alla nazione, così i suoi sostenitori saranno contenti”. “Il futuro è incerto, ma la popolazione resterà vigile – aggiunge un’altra passante – Penso che gli scontri che ci sono stati in città non siano né legittimi né legali”. Incidenti si sono verificati anche nella notte. Fra gli oppositori almeno centosettanta persone sarebbero state arrestate. A Teheran non si vedevano proteste così violente dalla rivolta nelle università del novantanove. Ieri il presidente rieletto Mahmud Ahmadinjad ha chiamato i suoi a una dimostrazione di forza e decine di miglia di suoi sostenitori lo hanno festeggiato nella capitale. Ahmadinejad ha respinto le accuse di brogli, definendo queste elezioni come le più pulite della storia iraniana. Detestato dagli occidentali per la sua campagna antisionista, l’ultraconservatore Ahmadinejad è protetto dal vero potere forte del paese, la Guida Suprema, l’Ajatollah Alì Khamenei.

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