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Settanta anni dalla prima nave di esiliati repubblicani spagnili in Messico

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Settanta anni dalla prima nave di esiliati repubblicani spagnili in Messico

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Era il 13 giugno 1939 quando ancora bambini lasciavano la Spagna franchista diretti verso una vita senza persecuzioni. Li chiamano i figli della guerra civile. Oggi, settanta anni dopo celebrano a Veracruz l’approdo alle coste messicane del Sinaia, la prima nave di esiliati spagnoli arrivata in Messico. Trasportava 1600 rifugiati repubblicani. Tra loro c’erano anche molti bambini.

“E’ molto commovente, non me lo aspettavo”, dice Isabel Rocique Molina, una donna arrivata ancora bambina a Veracruz. “Il Governo e le autorità locali non ci avevano avvisato. E’ una grande sorpresa e li ringraziamo”. Nel 2005 il governo spagnolo ha offerto un pieno riconoscimento agli esiliati in Messico che avevano lasciato la Spagna durante il periodo del franchismo. Ora godono di una pensione e dal 2008 se vogliono possono rientrare in Spagna in qualsiasi momento. Ma la riconoscenza e una vita intera passata in Messico rende per molti il ritorno in Spagna un’ opzione possibile, si, ma non un desiderio. “Le mie radici sono spagnole ma quella più profonda è messicana” ha detto Oscar Manzanares, un esiliato spagnolo. “Non credo sarò mai capace di spiegarlo, ma non voglio privarmi della mia anima messicana per riconoscere pienamente la mia origine spagnola. Per questo non ho mai voluto tornare”. Centinaia di migliaia di persone persero la vita durante la guerra civile spagnola, cominciata con un colpo di stato militare guidato dal generale Francisco Franco contro il governo repubblicano eletto nel 36. Sostenuti da Mussolini e Hitler, i nazionalisti di Franco spinsero alla scelta dell’esilio migliaia di repubblicani. Il Messico ne accolse a centinaia