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Lieve ottimismo al G8, ma niente strategie di uscita

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Lieve ottimismo al G8, ma niente strategie di uscita

Lieve ottimismo al G8, ma niente strategie di uscita
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Per ora, sulle strategie di uscita nulla di fatto. Ma il G8 di Lecce si è concluso con timidi segni di ottimismo. Dal vertice pugliese dei ministri di economia e finanza degli otto grandi – preludio al summit di inizio luglio all’Aquila – è emerso che qualche segno di ripresa c‘è, ma i rischi sono dietro l’angolo. Le borse migliorano, la fiducia delle imprese e dei consumatori sale. Ma la prudenza è d’obbligo, per scongiurare le insidie che hanno seminato la tempesta nell’economia.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Giulio Tremonti ha sottolineato come ci sia un ritorno alla speculazione, e il rischio di comportamenti simili a quelli che hanno fatto affondare le economie di tutto il mondo. Tremonti ha detto che quella di Lecce è una prima tappa di un processo, che proseguirà all’Aquila. Di concreto, per ora, c‘è, dunque, il comune riconoscimento di una piaga, la speculazione. Ma un compromesso sulle cosiddette “exit strategies”, i modi per fare sfumare l’intervento governativo in campo economico, non è stato raggiunto. Prima di tutto, perché occorre attendere che lo scossone sui mercati finanziari, partito dalle banche, cessi di avere effetti, riportando stabilità e con essa, la ripresa dei consumi.