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La minaccia di Pyongyang in risposta alla risoluzione Onu

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La minaccia di Pyongyang in risposta alla risoluzione Onu

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Tanto per cominciare, un programma per arricchire l’uranio. Poi, l’uso del plutonio già a disposizione per scopi militari. La prima reazione della Corea del Nord alla risoluzione Onu 1874 ha tutto il sapore di una nuova minaccia alla comunità internazionale. Adottata in risposta al test nucleare di fine maggio, la risoluzione prevede un sistema rinforzato di ispezioni al carico di aerei, navi, e trasporti terresti provenienti o diretti in Corea del Nord, controlli che potranno avvenire anche in alto mare.

Ampliato l’embargo sulle armi, inasprite le sanzioni finanziarie. Il Giappone ha fatto poi sapere di essere pronto a imporre proprie sanzioni, inclusa la sospensione di ogni relazione commerciale. La Corea del Sud mostra soddisfazione per le nuove sanzioni. Il portavoce del Ministero degli Esteri ha parlato della necessità di porre fine alle provocazioni e del ritorno ai negoziati, al fine di procedere a una denuclearizzazione concreta. La nuova risoluzione dell’Onu, approvata all’unanimità, di fatto inasprisce le misure che già gravano sulla Corea del Nord, a partire dalla 1718, adottata dopo il primo test nucleare del 2006. Il regime comunista di Pyongyang si dice però pronto ad azioni militari se gli Stati Uniti e i loro alleati cercheranno di isolarlo.