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Ahmadinedjad: l'antioccidentale che trionfa in Iran

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Ahmadinedjad: l'antioccidentale che trionfa in Iran

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Alle presidenziali di quattro anni fa fu un trionfo, oltre il sessanta percento delle preferenze. Adesso ha fatto il bis.

Ultraconservatore, ex membro della Guardia della Rivoluzione, Ahmadinedjad è stretto alleato della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. E’ questi che in realtà detiene il vero potere nella Repubblica Islamica, decidendone le linee guida, in politica estera in particolare. Da quando è stato eletto è pero’ Ahmadinejad a far parlare di sé, soprattutto all’estero: anti americano, anti occidentale, nega l’Olocausto e non perde occasione di augurarsi che Israele scompaia dalla carta geografica. Suscitando, come nell’aprile scorso, la reazione sdegnata dell’Unione Europea. Determinato a fare del nucleare la fonte energetica del futuro per il suo paese è piu’ volte incappato nelle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Eppure il suo atteggiamento rafforza i consensi presso i sostenitori. Il suo pubblico non è a Teheran, nel centro benestante della metropoli, tra le classi istruite. Pesca voti nelle periferie, nelle campagne. Ma è sull’economia che dovrà rendere conto il figlio piu’ famoso della Rivoluzione: le fasce meno abbienti della popolazione hanno creduto alle sue promesse di ridistribuzione delle ricchezze ricavate dal petrolio, una politica che ha fatto schizzare l’inflazione oltre il 23%, senza ridurre la disoccupazione, mentre i prodotti di prima necessità, coi prezzi alle stelle, diventano proibitivi per i quindici milioni di famiglie che vivono con appena quattrocento dollari al mese. “Ho tre figli a casa e sono senza lavoro. Perché il governo dice che non c‘è disoccupazione, né inflazione e che la situazione economica della gente è una meraviglia?” Per l’uomo che coltiva l’orto e dice di vivere dello stipendio di insegnante è un’altra vittoria che lascia sottintesi molti dubbi: saranno state elezioni credibili? E allora il popolo di facebook, i sondaggi? O ha vinto ancora il populismo?