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Moldavia verso le elezioni. euronews interivista la attivista Natalia Morari

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Moldavia verso le elezioni. euronews interivista la attivista Natalia Morari

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Chiscinau, la capitale della Moldova.

In questa ex repubblica sovietica ai confini tra Romania e Ucraina le turbolenze politiche non sono cessate dal giorno dalle elezioni legislative dell’aprile scorso. Elezioni che il partito all’opposizione ritiene truccate. Il Partito Comunista al Governo continua ad ignorare le proteste, ma ora che il candidato prescelto alle presidenziali non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento, si preannunciano mesi politicamente caldi per il Paese che a fine estate dovrà andare nuovamente alle urne. Nonostante l’approvazione delle elezioni da parte degli osservatori internazionali, la rabbia scatenata lo scorso aprile dai presunti brogli elettorali ha spinto migliaia di cittadini, la maggior parte giovani, a scendere in strada e protestare. Inizialmente pacifica, una manifestazione organizzata da attivisti di una O.n.g. è finita in scontri violenti e centinaia di persone sono state arrestate. Tra i principali organizzatori c’era Natalia Morari, una giovane attivista moldava, che vanta nel suo curriculum un’esplusione dalla Russia di Putin per i suoi articoli di denuncia di presunti casi di corruzione. euronews l’ha intervistata nella capitale moldava. Non piu’ in stato di arresto non può ancora lasciare il Paese con l’accusa di incitamento a di disordini di massa che ancora in corso. Sebastian Saam, euronews: Natalia, grazie innanzitutto per il tuo tempo. Il Partito Comunista non ha ottenuto la maggioranza in parlamento. Credi sia merito del movimento di protesta che tu e altri attivisti avete avviato? Natalia Morari: Non lo ritengo un successo del movimento, piuttosto del Paese intero. Il fatto che l’opposizione votasse per un candidato comunista era un test cui il paese doveva sottoporsi. Lo ha fatto e lo ha superato piuttosto bene. euronews: Perché esattamente la protesta dei giovani moldavi contro il partito comunista e il Governo è cosi forte e diffusa? Natalia Morari: Conosco davvero molte persone che aspettavano queste elezioni con la speranza che il partito d’opposizione vincesse. Persone che, in caso contrario, erano pronte a partire e lasciare il paese, i propri studi e le proprie attività. Persone che in caso di vittoria dei comunisti erano pronte a lasciare tutto per almeno i prossimi 4 anni. I brogli elettorali ci sono stati perché non abbiamo accesso all’informazione. Non si sa nulla sui candidati. Se vivessi fuori da Chisinau, anche solo 30 chilometri fuori dalla città, non potrei sapere nulla dell’opposizione da quanto si vede in Tv. Vedrei solo comunisti dalla mattina alla sera. L’opposizione sarebbe rappresentata come un gruppo di criminali o di fannulloni che che dormono in parlamento. euronews: Le proteste sono cominciate in modo pacifico all’inizio, ma con il tempo hanno lasciato spazio alla violenza. ci sono stati anche dei morti. Hai mai dei rimorsi? Natalia Morari: Si che li ho, certo. Come li ha chiunque abbia a cuore il futuro di questo Paese. E anche se non ci fossi stata non potrei non dispiacermi per quello che è accaduto. Tutta questa violenza è terribile e molto triste. euronews: La Moldova è una terra abbastanza sconosciuta in Europa ed è stesso descritto come il paese più povero del continente. Quanto è grave la situazione per i giovani? Natalia Morari: Tutti i giovani vogliono emigrare. Si abbiamo i nostri piccoli affari, abbiamo diverse cose, ma ci sono sempre troppi ma. Anche ipotizzando di cominciare a fare soldi nessuno crede davvero nella possibilità di continuare. Tutti si aspettano che arrivi qualcuno a ricattarti. O dividi il tuo business con loro o ti mettono in prigione. E quando dico “loro” parlo di qualcuno che è sempre collegato con le grandi famiglie che stanno al potere. euronews: Anche tu hai lasciato la Moldova, nel 2002, Perchè? Natalia Morari: La mia è la tipica storia di ogni ragazza moldava. Con il Partito Comunista al potere sapevo che per me non c’era futuro qui. Non avrei ottenuto nulla. euronews: Tra il 2002 e il 2007 hai vissuto in Russia. Poi una brusca interruzione. Cosa è successo? Natalia Morari: Stavo tornando da uno dei miei viaggi di lavoro e sono stata arrestata all’aeroporto. Mi hanno detto: spiacenti, non hai piu’ il diritto di vivere in Russia. Non puoi nemmeno passare il confine. Nessuna spiegazione. Si sono solo presentati come persone dei “servizi” senza specificare per quasi servizi lavorassero esattamente, hanno solo detto di avere un documento che arrivava direttamente dal dipartimento Centrale dell’ FSB, il dipartimento federale di Sicurezza. Dopo aver scritto diversi articoli su casi di riciclaggio di denaro e su presunti casi di corruzione di ufficiali dell FSB Natalia è diventata persona non grata in Russia. Dopo cinque anni in Russia ora Natalia non ha nessun interesse a rientrare. Nemmeno se potesse farlo. La Moldova è un paese bilingue dove si parla sia il rumeno che il russo, ma i legami culturali e linguistici piu’ stretti sono quelli con la Romania. Durante le proteste di aprile molti chiedevano apertamente la riunificazione con lo stato già membro dell’Unione Europea. E anche se sua madre parla perfettamente russo Natalia precisa che lei non si sente ne’ russa ne’ rumena. euronews: Molti giovani hanno lasciato il paese in passato e molti lo faranno in futuro. Tu perché vuoi restare? Natalia Morari: C‘è chi vuole vivere a Manhattan o diventare una star del cinema. Qualcuno vuole diventare, che so, n dottore. Io voglio cambiare le cose che mi stanno attorno. Ci sono persone cosi e io mi considero una di queste persone. Forse se si raggiunge una massa critica di persone che vorrebbero che quel paese diverso fosse proprio la Moldova, invce che un paese straniero, allora un cambiamento sarà possibile. euronews: La Moldova è spesso considerato un Paese dimenticato anche se sta proprio ai confini dell’Unione Europea. Hai un messaggio per i politici dell’Unione? Natalia Morari: A dire il vero mi rendo conto benissimo che risolvere i nostri problemi non è affare della UE. Perchè dovrebbero farlo? lo capisco, è normale. Ma noi continueremo sempre a cercare di entrare nell’Unione. Per cercare lavoro. E dopo tutto è nell’interesse europeo avere vicini normali. Le autorità europee non solo dovrebbero ascoltare gli ufficiali moldavi ma dovrebbero anche ascoltare membri delle ONG della società civile e dei media. Insomma gente che non sta necessariamente dalla parte di chi comanda. euronews: E come si sta a Chisinau? è una città affascinante? Natalia Morari: Dipende da noi stessi. Possiamo renderla una vera capitale europea. Io ci credo fermamente. Dateci solo 30 anni e avrete una città nuova sulla faccia della terra. Promesso…