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Il presidente libico contestato all'Università di Roma

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Il presidente libico contestato all'Università di Roma

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Scontri tra studenti e polizia. E’ stato accolto così, il presidente libico Muammar al-Gheddafi, in visita all’Università di Roma nel secondo giorno del suo viaggio ufficiale in Italia.

Nel mirino dei manifestanti la linea seguita da Tripoli in materia di migrazioni e diritti umani, linea da più parti descritta come risultato delle pressioni da parte del governo italiano. Alla Sapienza il leader libico ha toccato diversi temi, sollecitato dalle domande degli studenti: dal colonialismo italiano in Africa del nord, alla democrazia in Libia, senza rinunciare a un affondo contro gli Stati Uniti, per merito dei quali, ha detto, ora al-Qaida è arrivata a insediarsi in Iraq, dove prima non c’era. Nonostante le provocazioni dell’ospite e le proteste dell’opposizione, tocca al ministro degli esteri italiano, Frattini, spiegare il feeling scoppiato tra Roma e Tripoli. “Rispettare al-Gheddafi vuol dire rispettare l’Africa, che noi vogliamo al centro dei lavori del G8 presieduto dall’Italia”. Proprio per il vertice dell’Aquila, a luglio, il colonnello sarà di nuovo in Italia, ma il viaggio ufficiale durerà fino a sabato. Oltre agli incontri ufficiali, per oggi è prevista anche una tavola rotonda con al-Gheddafi, D’Alema e Fini.