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UE: i socialisti pensano a un'alternativa a Barroso

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UE: i socialisti pensano a un'alternativa a Barroso

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Sconfitti dalle urne europee i socialisti affilano le armi per far pesare il loro ridotto potere negoziale. L’idea è quella di contrastare la candidatura di Josè Manuel Durao Barroso. Non certo con un nome socialista, non avrebbe chances. Nei corridoi di Bruxelles si rafforza, piuttosto, l’ipotesi di una candidatura liberale intorno alla quale far convergere tutti i non popolari.

Il nome c‘è già, quello dell’ex premier belga Guy Verhofstadt che per il momento resta sul vago. “Quello che è mancato fino a oggi è una strategia credibile per combattere la crisi finanziaria ed economica. Questo è il problema principale che il nuovo Parlamento dovrà affrontare: se cioè la Commissione europea possa adottare una strategia credibile per combattere la crisi. Noi liberali è su questo che valuteremo in quale coalizione stare”. Sul nome di Verhofstadt c‘è anche l’assenso dei Verdi, il cui peso è decisivo per sostenere un’alternativa a Barroso. Daniel Cohn-Bendit è stato il primo a sostenere la necessità di scalzare l’attuale presidente. “C‘è una maggioranza di francesi che si sono espressi contro Barroso: chiedo alla Francia, di non sostenerlo al Consiglio europeo”. In realtà, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, il Consiglio dei capi di stato e di governo europei, ha già raggiunto un accordo per appoggiare il presidente uscente della Commissione.