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GB, i Laburisti allo sbando confermano Brown

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GB, i Laburisti allo sbando confermano Brown

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La pesante sconfitta elettorale alle amministrative e alle europee grava ulteriormente sul partito gia’ diviso.

Ma Gordon Brown non si dimette: è quanto emerso da una riunione del partito, lunedi’, in cui il premier ha ammesso le proprie responsabilità. Nel partito si sono misurati i rapporti di forza: la fronda anti-Brown, pur minoritaria, è ben rappresentata e non rinuncia a prendere posizione. Jane Kennedy è l’ex ministro dell’ambiente, fresca di dimissioni. “Quando non sei piu’ in grado di fare un’intervista – dice – in cui affermi con onestà che Gordon Brown è la persona giusta per guidare il partito, allora capisci che non puoi piu’ stare nel governo”. Quanto a David Cameron, leader dei Conservatori, si gode lo spettacolo offerto dalla maggioranza e pensa alle elezioni parlamentari britanniche, nell’estate del prossimo anno. “Stiamo osservando – afferma Cameron – la debolezza del nostro primo ministro e l’incapacita’ di quanti tentato di sbarazzarsi di lui. Abbiamo una situazione anomala in cui il premier non riesce a riorganizzare il suo gabinetto e i suoi avversari non riesciono a cacciarlo. Sono incatenati insieme in questa lenta danza di morte politica, che è cosi’ nociva per il nostro paese”. Il Partito Laburista è stato scavalcato alle europee anche dal partito euroscettico UKIP, che ha ottenuto oltre il 17%. “L’umiliazione di Gordon Brown – dice il suo leader, Nigel Farrage – è tale che voglio credere che sia stato l’UKIP a dargli il colpo di grazia: e non ho dubbi che la raccolta di firme tra i suoi parlamentari per mandarlo via diventerà ora molto piu’ facile”. Nel panorama della sconfitta del Labour, c‘è anche il British National Party (BNP), partito xenofobo della destra estrema: fa ora il suo ingresso a Strasburgo, con due seggi strappati al partito di Brown.