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Affluenza al minimo storico

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Affluenza al minimo storico

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Il record negativo delle elezioni del 2004, quando votò il 44% degli aventi diritto, è stato battuto da questa tornata elettorale: ha votato poco più del 43,24%, un’astensione del 56,61%.

Dal 1979, quando votò il 63% dell’elettorato, la media europea è inesorabilmente scesa, un dato che a Strasburgo preoccupa molto. Tra i paesi dove le urne sono state più disertate, la Slovacchia ha registrato un tasso d’astensione dell’80,36%, la Slovenia del 77,63%, la Repubblica Ceca del 75%, la Romania del 72,79% e la Polonia del 71,6%. Sintomatico anche lo scarso interesse mostrato della Svezia, con un astensionismo pari al 65%: dal primo luglio il paese sarà presidente di turno della UE. L’Italia, seppure in calo rispetto al 2004 (votò il 73%), spicca per il tasso di partecipazione: il 67%, rispetto al 40,5% della Francia e al 42,2% della Germania. Ma sempre in Italia il calo della partecipazione è stata più contenuta per le amministrative: la quota di votanti alle comunali è stata del 76,7% contro il 79,3% della precedente consultazione. Alle provinciali l’affluenza è passata dal 74,4% contro il 70,5%. Calo record all’Aquila, dove si votava solo per le Europee: ha votato il 27,9%, contro il 73,1 del 2004. In sostanza è come se avesse votato solo un elettore su quattro.