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Voto di protesta in Scandinavia

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Voto di protesta in Scandinavia

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Nella regione sono soprattutto le  nuove formaioni  politiche ad emergere nel corso di queste ultime elezioni.
 
In Svezia, il “partito dei pirati”, nato per difendere le libertà su Internet, è la novità delle elezioni.
 
Il Pp, che si batte contro il copyright sul web, ha ottenuto il 7,1% , consenso che gli permette di conquistare un seggio a Strasburgo.
 
I principali partiti, i socialdemocratici al governo e i conservatori del Partito Moderato, mantengono i livelli del 2004: il primo col 24,5%, il secondo col
18,8%.
 
Avanza fortemente il partito ecologista, che arriva all’11,5% dei consensi, rispetto al 6%
del 2004. Dimezza i voti la sinistra.
 
In Danimarca avanzano, i due partiti agli estremi degli schieramenti di destra e di sinistra: il partito del Popolo Danese, nazionalista, xenofobo ed euroscettico con 14,4%, e il Partito del Popolo Socialista con il 16,2%. 
 
I socialdemocratici sono in forte calo (oltre 11 punti) ma restano il primo partito del paese, col 21,5% dei voti e riducono da cinque a tre i
loro seggi. La coalizione di governo, liberali e conservatori, si attesta al 32,9.
 
In Finlandia, il partito nazionalista ed
euroscettico dei “Veri Finlandesi” ha sfondato. Con un balzo dallo 0,5% dei voti nel 2004 al
9,8 di quest’anno, entra nel Parlamento europeo con uno dei 13 seggi di Strasburgo attribuiti alla Finlandia.
 
La coalizione di governo di centro-destra resta in testa ma il Partito di centro del primo
ministro Matti Vanhanen arretra dal 23,4% al 19% dei voti. Crescono i verdi, alleati di governo, mentre perdono consensi i socialdemocratici all’opposizione.