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Meno corruzione, più Europa: la promessa dei candidati bulgari

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Meno corruzione, più Europa: la promessa dei candidati bulgari

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Portare la Bulgaria a scrollarsi di dosso l’immagine di Paese corrotto. La promessa dei candidati bulgari al Parlamento europeo è oggi al vaglio di sei milioni e settecentomila elettori che scelgono 17 deputati al Parlamento di Strasburgo, in uno scrutinio che viene considerato un anticipo delle legislative del prossimo cinque luglio.

Si tratta del secondo voto europeo per i bulgari, dal loro ingresso nell’Unione europea del 2007. Bassa l’affluenza prevista. In lizza ci sono una decina di partiti, a iniziare dal Partito Socialista Bulgaro del primo ministro Sergei Stanishev. A dare filo da torcere al PSB, i conservatori del GERB, il partito guidato dal sindaco di Sofia Boiko Borissov. Al di là del risultato, e soprattutto per gli oltre 800 milioni di euro di fondi europei che attendono di essere sbloccati, la Bulgaria sa di dovere procedere speditamente nella lotta alla corruzione. In un Paese dove questa piaga si manifesta anche attraverso la compravendita di voti. Secondo alcuni sondaggi, almeno il dieci percento dei bulgari sarebbe pronto a vendere il proprio.