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Regno Unito al voto, Gordon Brown rischia la disfatta

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Regno Unito al voto, Gordon Brown rischia la disfatta

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Due elezioni, un test per Gordon Brown. I britannici sono chiamati a eleggere i loro rappresentanti al parlamento europeo, tra timori di un forte astensionismo e il probabile consolidamento del fronte antieuropeo. Per il primo ministro i sondaggi annunciano una disfatta. Settantadue gli eurodeputati da eleggere, ma c‘è anche da scegliere oltre 2000 rappresentanti delle amministrazioni locali.

A pesare – come sostiene la vice leader del partito laburista – soprattutto lo scandalo dei rimborsi spese. “Si tratta di elezioni importanti”, ha affermato Harriet Harman, “per cui credo che ci sarà una forte affluenza, so che molti furiosi per lo scandalo dei rimborsi spese non andranno a votare. Spero che la gente si senta rassicurata dal fatto che ne usciremo”. Ad approfittare dello scandalo – che ha portato alle dimissioni di alcuni ministri ma che ha colpito anche i conservatori – il leader dei Tory, David Cameron. Il suo partito raccoglierebbe il 26 per cento di intenzioni di voto davanti al Labour, 16 per cento. I laburisti dovrebbero staccare solo di un punto i liberal-democratici di Nick Clegg, secondo il quale il partito di governo è in totale dissoluzione. Si moltiplicano così le richieste di legislative anticipate: arrivano non solo dall’opposizione ma anche dalla fronda laburista che attraverso una mail ha esortato Brown a dimettersi da leader del partito e da primo ministro. Davanti alla camera dei Comuni mercoledì Brown ha respinto l’ipotesi di elezioni anticipate e ha spiegato di puntare alla moralizzazione della vita politica.