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Europee, Olanda alle urne fra svogliatezza e estremismo

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Europee, Olanda alle urne fra svogliatezza e estremismo

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Apatia e disinteresse, radicalismo e nazionalismo. Ecco la miscela che porta oggi i Paesi Bassi alle urne per le europee. Una campagna elettorale svogliata ma dai toni accesi lascia prevedere che voterà a mala pena il 40% dei cittadini, forse meno che per le europee 2004. I sondaggi prevedono il 14% delle preferenze per i cristiano-democratici che guidano la maggioranza del Premier Jan Peter Balkenende. Subito dietro gli alleati laburisti di Wouter Bos con il 12%.

Ma il balzo del leone l’ha fatto il Partito per le Libertà di Geert Wilders, controverso autore del film ‘Fitna’ che equipara il Corano al ‘Mein Kampf’. Da sempre votato a convogliare i sentimenti di islamofobia e nazionalismo, Wilders rivaleggia con i laburisti e potrebbe agilmente ottenere fra l’11 e il 12% dei suffragi. Il suo antieuropeismo è tutt’altro che subliminale: “Più Olanda, meno Europa” è il suo slogan. “Vogliamo che ci restituiscano i nostri soldi, sprecati per gli agricoltori francesi e polacchi o per le autostrade rumene e portoghesi”. A dimostrare che il voto di protesta è destinato a guadagnare terreno, c‘è poi il Partito per gli animali, i cui attivisti hanno piantato 6000 croci per denunciare l’uccisione di altrettanti cinghiali vittime dei cacciatori. Nel 2004 ottennero il 3,2%.