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20 anni dopo, Tienanmen una piazza blindata

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20 anni dopo, Tienanmen una piazza blindata

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Tienanmen, la piazza dell’oblio. A 20 anni dal massacro che stroncò sul nascere il sogno di una Cina democratica, l’enorme piazza di Pechino è blindata dalle forze dell’ordine, in divisa e in borghese. E le autorità mantengono il velo di silenzio e censura instaurato negli ultimi due decenni.

Il ricordo delle centinaia, secondo alcuni migliaia di persone uccise nella notte fra il 3 e il 4 giugno 1989 è schiacciato anche attraverso i rigidissimi controlli sulla stampa straniera per la quale la piazza resta praticamente inaccessibile.

Esaminare apertamente le pagine buie del passato, questo il messaggio di Washington a Pechino in occasione della ricorrenza. Il portavoce del Dipartimento di Stato: “Sproniamo la Cina ad interrompere l’arresto dei partecipanti alle manifestazioni e ad aprire il dialogo con i familiari delle vittime comprese le madri di Tienanmen”. Imprigionate, costrette agli arresti domiciliari e sottoposte a sorveglianza costante, le madri di Tienanmen, ogni anno aggiornano la lista dei nomi delle vittime. Chiedono che venga aperta un’inchiesta per stabilire la verità storica sul bagno di sangue seguito all’ordine di aprire il fuoco contro civili disarmati.