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Viaggio in Medio Oriente, la mano tesa di Obama all'Islam

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Viaggio in Medio Oriente, la mano tesa di Obama all'Islam

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In rotta verso l’Arabia Saudita per porgere ancora una volta la mano al mondo arabo-musulmano. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama comincia il suo viaggio in Medio Oriente la cui tappa clou è rappresentata dal Cairo, dove si attende un discorso rivolto proprio al mondo islamico.

Mohamed Abdel Salam, analista politico che vive al Cairo, spiega cosa ci si aspetta dalla visita di Barack Obama: “Credo che si concentrerà su alcuni punti chiave per la comprensione reciproca. Mostrerà un atteggiamento positivo nei confronti del mondo arabo. Cercherà di spiegare che cosa sia successo in passato e come intende cambiare rotta rispetto all’amministrazione Bush”. Altra tappa fondamentale, quella a Gerusalemme, in un momento in cui le divergenze con Israele sul processo di pace sono al culmine. Le aspettative delle popolazioni arabo-musulmane nella loro totalità sono variabili. Ma fanno tutte perno sulla scommessa del cambio di rotta rispetto all’era di George Bush. “Non credo che Obama riuscirà a recuperare il rapporto con i Paesi arabi” dice un palestinese. “Speriamo nella sua onestà come persona, in un cambiamento rispetto a Bush e in un maggiore equilibrio verso i palestinesi, l’Iran, la Siria e altri Paesi arabo-musulmani” è l’auspicio di un mercante di Beirut. “Ci aspettiamo molto dal suo discorso per gli Stati arabi e musulmani” spiega una donna irachena di Baghdad. “Ma come cittadina non posso farci troppo affidamento visto che per tanti anni la politica americana non è mai cambiata”. Barack Obama giunge a questo fondamentale viaggio non senza aver ben preparato il terreno: “gli Stati Uniti sono uno dei più grandi Paesi musulmani del pianeta” ha detto ieri in una intervista.