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Gm, nel post-bancarotta ventunomila posti in meno

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Gm, nel post-bancarotta ventunomila posti in meno

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“Non ci interessa dirigere General motors, solo rimetterla in piedi dopo la bancarotta”. Cosi’ Barack Obama spiega il ruolo del governo in un’operazione di salvataggio costata in tutto trentacinque miliardi di euro e che porterà alla nascita di una nuova azienda, per il sessanta percento di proprietà dello stato. Tra al massimo novanta giorni Gm tornerà sul mercato.

Fritz Handerson, Amministratore delegato General Motors : “Si tratta di un momento decisivo nella storia di General motors. Questa nuova azienda si sviluppa dalla parte piu’ solida della nostra impresa, del nostro marchio e prodotto”. La nuova Gm che emergerà dal fallimento non avrà le dimensioni iniziali. Undici fabbriche chiuderanno i battenti e ci saranno ulteriori tagli di personale oltre ai ventunomila già annunciati. Minore anche il costo del lavoro secondo l’ accordo siglato con il sindacato dei lavoratori dell’auto. John McEltoy, analista: “Il peggio è passato ma non abbiamo ancora girato pagina, subiamo l’impatto della crisi. Gli impianti che chiudono, i negozi e tutto cio’ che fa parte dell’indotto”. Perchè si parli di ripresa bisognerà attendere che la nuova General motors si attesti sui sedici milioni di veicoli venduti all’anno. Un risultato piu’ che mai urgente per convincere le crescenti file di scettici sull’ utilità dell’intervento condotto dal presidente.