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Gli agricoltori francesi pronti per il voto

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Gli agricoltori francesi pronti per il voto

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Nella Normandia più profonda, lontano da Bruxelles e dal suo parlamento, si trova la Croix Avranchin, un comune dall’economia prettamente agropastorale di 504 abitanti.

Nel 2004, alle ultime elezioni europee meno un un quarto degli elettori si era recato a votare. Cinque anni dopo, il sindaco spera che il tasso di partecipazione sia migliore. Anche se non ci crede troppo. Il sindaco, Serge Ameline: “I miei concittadini ritengono che Bruxelles sia lontana, non solo per via della distanza, ma per quello che succede. Ciò che manca è la comunicazione”. Nel paesino l’argomento Europa non suscita passione. MAnca interesse ma anche informazione. A qualche giorno dallo scrutinio, mancano ancora i manifesti dei candidati. Il problema riguarda tutta l’europa, il tasso d’astensione si attesterà intorno al 50% stando al sondaggio di inizio maggio realizzato da TNS OPINION. In Francia potrebbe arrivare al 65%. Ma anche in quest’angolo di mondo a qualcuno l’esito elettorale di domencia interessa. Sono gli agricoltori che sono attentissimi alle decisioni prese a Bruxelles. Pascal Leclerc, agricoltore: “Gli agricoltori hanno molto da dire da tempo.Fino ad ora non abbiamo avuto la possibilità,i nostri pensieri sono rimasti relegati qui in campagna. Quello che vedo è che siamo lì lì per esplodere e non è che l’inizio”. “Andrò a votare , non lo facevo da tempo”. In attesa di Obama, questi agricoltori non nascondono la paura della riforma della politica agricola comune, nei prossimi anni, riforma che potrebbe rivedere al ribasso i sussidi dati al settore.