ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Chi ha messo i bastoni tra le ruote della General Motors?

Lettura in corso:

Chi ha messo i bastoni tra le ruote della General Motors?

Dimensioni di testo Aa Aa

La casa automobilistica fondata da Billy Durant nel 1908 ha incassato una serie di colpi bassi. L’infiammata del prezzo del petrolio l’estate scorsa ha inflitto pesanti perdite ai fabbricanti che contavano troppo sulle vendite redditizie di SUV e camionette, veicoli che consumano molto carburante.

In seguito alla crisi dei mercati finanziari, è diventato difficile per GM finanziare il proprio debito, e allo stesso modo è diventato quasi impossibile per i consumatori prendere a prestito denaro dalle banche per acquistare un’auto nuova. Risultato: stock di veicoli invenduti dell’ordine di 10 milioni di unità. Altra ragione del fallimento, la vecchiaia. Con i suoi anni di storia, General Motors si è ritrovata a dover pagare un conto salato per le pensioni e i contributi sanitari degli ex dipendenti. Il costo del lavoro per la casa di Detroit era diventato quasi il doppio di quello presso le concorrenti americane. E la concorrenza sia interna che soprattutto asiatica aveva da tempo vinto la gara del rapporto qualirtà prezzo. Le auto targate General Motors erano più inquinanti, più costose e meno durevoli delle consorelle. Una serie di nuovi lanci non riusciti completa il quadro. Inoltre i suoi clienti si situano nella fascia dei sessantenni, e questo non aiuta. Infine, il colpo di grazia: la crisi economica mondiale. La disoccupazione incipiente spinge a posticipare l’acquisto di un’auto nuova. In tutto il mondo, l’industria della motorizzazione civile è ai minimi storici. General Motors non è sola. La differenza è che paga per gli errori del passato.