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Pakistan: si avvia alla fine la controffensiva dell'esercito nella regione dello Swat


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Pakistan: si avvia alla fine la controffensiva dell'esercito nella regione dello Swat

La città pakistana di Mingora è semidistrutta: nel capoluogo della regione dello Swat è stata una battaglia durissima, casa per casa. È durata una settimana.

L’esercito conferma: restano poche sacche di resistenza nella regione, entro due o tre giorni tutto il territorio dovrebbe essere ripulito, non ci saranno più taleban armati. Non tutti sono soddisfatti, però: un cittadino di Mingora denuncia: “Quando l’esercito è entrato in zona, ha ucciso praticamente solo i civili. Li ho visti i taleban. L’esercito ne ha uccisi non più di una ventina, e ha ucciso invece circa 3.000 civili” Una stima che è impossibile confermare, in una regione, quella dello Swat, che è sempre sfuggita all’autorità centrale, e nella quale le milizie taleban avevano comunque trovato ospitalità. Un portavoce dell’esercito si limita a stilare un primo bilancio delle cose fatte e da fare: “un gruppo di 21 medici con farmaci a sufficienza – dice – ha raggiunto Mingora, per riavviare l’ospedale civile. Il gas è stato riallacciato, ed è stato inviato un numero adeguato di generatori mobili, per la distribuzione idrica” Erano 300.000 gli abitanti di Mingora, prima dell’arrivo delle milizie taleban – che poi hanno marciato sulla capitale – e della controffensiva dell’esercito: la gran parte è finita nei campi profughi, insieme ad altri due milioni di persone. La Croce Rossa Internazionale oggi si dice estremamente preoccupata per la situazione umanitaria. Anche perché i tempi per la ricostruzione saranno necessariamente lunghi.

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