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Magna salverà Opel, con un occhio alla Russia

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Magna salverà Opel, con un occhio alla Russia

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La firma dell’accordo finale manca, ma ormai è certo: sarà Magna a salvare Opel. Con l’aiuto di capitale russo. La conferma del gruppo austro-canadese, alleato della russa Sberbank, è arrivata nel cuore di una lunga notte berlinese. Un accordo che fa tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora, anche ai sindacati tedeschi. Il piano Magna, infatti, prevede meno licenziamenti rispetto a quello proposto da Fiat, assente al tavolo dei negoziati.

“Di certo nessuno può escludere rischi, ma credo si sia trovata una soluzione di responsabilità con investitori privati e un prestito ponte dello Stato – ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier a conclusione delle trattative. E’ una soluzione che preserva le fabbriche della Opel in Germania e preserva anche il più alto numero di posti di lavoro”. I tagli dovrebbero essere diecimila in Europa, circa 2500 nelle quattro strutture tedesche. Alla fabbrica madre, quella di Rüsselsheim, ad accompagnare gli operai al lavoro è stata la notizia dell’accordo: “Bene che si vada avanti – dice un operaio. Ma non c‘è nulla di salvo. Ora dipenderà da quanto le nostre auto piaceranno ai clienti”. “Dobbiamo vedere quali saranno i risultati, quanti posti di lavoro si perderanno, il piano di ristrutturazione – aggiunge un altro. Chi pagherà per questo? Di certo saremo noi, ma la cosa più importante è che si vada avanti”. Per Opel si prevede l’amministrazione fiduciaria. Il governo federale e i quattro Länder che ne ospitano le fabbriche garantiranno un miliardo e mezzo di euro. Magna diventerà un gruppo da cinque milioni di vetture all’anno, con un forte orientamento verso i mercati della Russia e delle ex repubbliche sovietiche.